FESTA IERI

La Festa Patronale in onore di Maria SS. della Rotonda ha conosciuto, nel corso del tempo, un progressivo miglioramento fino a raggiungere gli standard attuali.

E’ la Cappella di campagna il luogo in cui si svolgono inizialmente le celebrazioni, come si legge dalla Santa Visita del Vescovo Mario Colonna nel 1542.
Qui, infatti, è annotata l’esistenza, all’interno del piccolo edificio, di un’icona raffigurante la Madre Celeste e si afferma che “nel giorno di Pasqua e nei due seguenti, vi è indulgenza e vi si celebrano messe ed altri uffici da tempo immemorabile”.
Altre testimonianze confermano quanto appena scritto e in più riferiscono della presenza di tantissime persone, paretane e non.
Stabilire i motivi di tutto ciò risulta ancora oggi di difficile comprensione.

Qualche decennio dopo avviene il trasferimento del Quadro nella Parrocchia di San Pietro Apostolo e la consultazione degli atti disponibili spinge a poter ipotizzare, per il XVII secolo, l’assenza quasi totale di “riti esterni” degni d’attenzione.

Ad un certo punto, però, i nostri antenati decidono di affiancare ai momenti di riflessione spirituale la realizzazione di forme di svago e di divertimento popolare.

In ogni caso, soltanto dagli inizi del Settecento è possibile parlare di Festa Patronale. Le prime edizioni, assai semplici e limitate unicamente al Lunedì in Albis, sono specchio fedele di una società contadina avulsa da certe distrazioni e sempre impegnata a fronteggiare le ostilità naturali. La Venerata Immagine, sorretta da due giovani, viene portata processionalmente presso tutte le case così da consentire alla Vergine SS. una più diretta ed incisiva elargizione di grazie e favori. Successivamente, l’accresciuta devozione e il desiderio di guadagnare la stima dei forestieri, che già numerosi convergono in Parete, inducono ad una maggiore fastosità.
Intorno alla metà del XIX secolo, l’inizio delle celebrazioni è anticipato al Sabato Santo.
Nelle ore mattutine, il suono delle campane e lo scoppio di mortaretti annunciano al popolo l’esposizione su un Tempietto in legno della Sacro Dipinto e l’apertura della Festa Patronale.
Ciò nonostante, il via ufficiale è da considerare un altro, dai connotati più squisitamente folkloristici.
All’imbrunire, dalla pineta dove si sono appositamente portati, giungono diversi contadini con somari carichi di mirto, mentre un nutrito gruppo di uomini e donne, partendo dal centro cittadino, va a loro incontro lungo la via periferica detta Croce.
Poi tutti insieme ritornano verso l’abitato “scortati” dall’assordante rumore di svariati e bizzarri corni.
Dinanzi alla Chiesa Parrocchiale, gli asini, incitati dai relativi padroni, si lanciano in una spericolata corsa, con traguardo l’odierna Piazza del Popolo, tra le urla divertite della folla.
A galoppata conclusa avviene “la consegna del mirto” che ognuno utilizza per addobbare i balconi delle proprie dimore e le strade.
I festeggiamenti toccano naturalmente l’apice il Lunedì successivo quando, sin dall’alba, un intenso sparo di granate e la lieta musica di due concerti bandistici contribuiscono a rendere più gioioso il risveglio.
Nel primo pomeriggio centinaia d’individui di ogni età e ceto accorrono nei pressi della Parrocchia.
Il Quadro è condotto sul sagrato del pio edificio dove il clero, le autorità e il popolo assistono commossi alla scena di coloro che, ricevute grazie, si spogliano delle vesti per farne dono alla Madonna.

Dopo il Volo degli Angeli, cerimonia fin da allora consolidata ed ammirata da chiunque, incomincia la Processione con itinerario Via Magenta, Via Vittorio Veneto, Piazza del Popolo e Via Roma.
Va dietro al solenne corteo un branco di cavalli e asini parati a festa e stracarichi di cereali offerti dai diversi proprietari terrieri e latifondisti della zona.
Il rito termina nell’arco di due ore.
La parte restante della giornata trascorre, per la felicità di tutti, tra i giochi organizzati dal Comitato e le diverse osterie or ora improvvisate nei cortili e nelle piazze. Qui i palati più fini ricevono giusta soddisfazione: pastiere di tagliolini, salami di disparati tipi, ciambelle, pizze di crema e l’immancabile Vino Asprino consumato a boccali interi.
Di sera, lo sparo di fuochi pirotecnici chiude il breve periodo di manifestazioni.

Processione Inizio Novecento

Tuttavia, già dalla fine dell’Ottocento, la Festa Patronale risente di un ampliamento temporale e di contenuto allora notevole.
Sono introdotte: la Processione di Ringraziamento, che ha luogo sette giorni dopo Pasqua, le Gare Pirotecniche e le Aste in piazza.
Ma un’importante novità accompagna quegli anni: l’introduzione di un sistema di luminarie a gas in grado di abbellire ulteriormente le strade e la parte frontale della Chiesa.
Alla base di due pali di legno messi ai fianchi della carreggiata sono posizionati due contenitori pieni d’acetilene, uno per lato, dai quali partono dei tubi metallici forati in varie parti per permettere la fuoriuscita di fiammelle.
L’accensione serale si ottiene versando dell’acqua all’interno delle minuscole scatole. La combinazione tra la sostanza liquida e quell’aeriforme, genera una data quantità di vapore che comincia a sgorgare dai diversi buchi a cui alcuni individui danno infine fuoco tramite uno stoppino appoggiato sulla cima di un’asta. Il risultato finale consiste in un intrigante mix di drappi e luci creato sapientemente da validi artigiani locali.

In tale fase è inoltre abitudine la recita in Piazza Municipio di una commedia scritta dal nostro concittadino Gennaro Corrado sul ritrovamento dell'amata Icona.

Il 1920 è anno storico per i Paretani. Oltre cinque secoli di devozione conoscono ampio e meritato risalto nella giornata del 5 Aprile con la Solenne Incoronazione della Venerata Immagine.

I Festeggiamenti raggiungono in questa circostanza livelli impensabili per l’epoca. 
Gli sforzi del Comitato sono straordinari e per accorgersene basta notare la svariata quantità di artisti chiamata. 

Chi conosce la storia delle Feste Patronali non potrà dissentire nel leggere della presenza dei Concerti Bandistici di Frigento (Bn) e di Sturno (Av) e dell’intervento delle più importanti ditte pirotecniche del periodo: Ozzella di Pratola Serra (Av), Perfetto di S. Antimo (Na), Farinaro di Aversa (Ce) e Scialla di Marcianise (Ce).

Processione Incoronazione 1920

Anche le luminarie presentano una sostanziale novità. Gli ormai obsoleti manufatti a gas sono sostituiti con altri nutriti esclusivamente da energia elettrica. Le 2100 lampadine poste sugli archi distribuiti tra le vie principali e la facciata della Chiesa Madre, costituiscono un fatto straordinario per l’epoca.

La crescita della Festa Patronale procede, senza soluzione di continuità, nel secondo dopoguerra. A testimonianza della notorietà e della credibilità acquisite ricordiamo l’arrivo di delegazioni dalla Puglia, dal Basso Lazio, dalla Calabria e dalla Sicilia, finanche dalle più rinomate “piazze festaiole” d’Italia: Adelfia-Montrone (Ba), Solofra, Grottaminarda e Mercogliano, in provincia di Avellino, Luzzano di Moiano (Bn), Aci Bonaccorsi e Trecastagni nel catanese e più tardi Recco (Ge).

1970 - Cinquantenario dell'Incoronazione

Per l’edizione 1982 dei festeggiamenti, il Comitato riprende, dopo una prolungata pausa, il tradizionale dramma circa il rinvenimento del Quadro e lo fa eseguire nella stessa località indicata dalla “Leggenda”, alle spalle del Cimitero comunale. La sceneggiatura, i costumi e la scenografia sono puntigliosamente rivisti giorno e notte ma l’incredibile successo di pubblico e di critica lascia stupiti gli stessi organizzatori.
Durante gli anni Novanta, l’aggiunta di serate all’insegna della musica popolare e d’autore, di momenti sportivi e d’intrattenimento vario produce la copertura costante dell’intera settimana in Albis, fra il Martedì e il Sabato.

Il programma feste 1998 contiene al suo interno un cambiamento epocale. Le Gare Pirotecniche sono spostate dal Lunedì successivo la Domenica in Albis al Sabato precedente. L’obiettivo è duplice: permettere ai tanti compaesani, che sono costretti causa lavoro a star lontani dalla terra natia durante tutto l’anno, di assistere ai Fuochi d’Artificio nella stessa settimana festiva e consentire agli innumerevoli forestieri di intrattenersi senza l’assillo di una frettolosa dipartita.

Il periodo a ridosso del Terzo Millennio appare quello della svolta risolutiva. Le Commissioni succedutesi, consce dell’immenso valore religioso, emotivo e sociale delle manifestazioni, propongono un potenziamento allo scopo di far conoscere il nome di Parete non solo in Italia e in Europa, cosa ampiamente realizzata, ma persino oltre i confini continentali.

La ricetta sembra facile: coinvolgimento assiduo della popolazione, Orchestre di Fiati dalla riconosciuta bravura, Fuochi Pirotecnici di qualità assoluta, Luminarie ancor più fantasmagoriche. Prossima meta è, senza trascurare l’utilizzazione costante e massiccia dei mezzi di comunicazione, la definitiva consacrazione della Festa Patronale in onore di Maria SS. della Rotonda ad evento sacro, folkloristico e culturale numero uno.